
di Christian Benna
Il consumo medio è sceso a 20 litri l’anno procapite, lo stock del Barolo che si è gonfiato dal 2019 da 65 milioni di bottiglie a 74,9 milioni: è la tempesta perfetta. I produttori denunciano la crisi in Consiglio regionale
«Il comparto vitivinicolo piemontese sta attraversando una fase di profonda crisi strutturale e di mercato, paragonabile per gravità solo alla crisi finanziaria del 2008». Barolo e Barbaresco travolti come ai tempi di mutui subprime e Barbera e Moscato in picchiata alla stregua di Lehman Brothers. Ieri alcuni consorzi del vino piemontese, Asti Docg, Barbera e Brachetto, hanno denunciato in Consiglio regionale il terremoto nel calice delle filiere, con un’offerta straripante (le giacenze di bottiglie in cantina sono da record) e una domanda di mercati invece sempre più esigua.
Vino: calano i consumi
«La situazione in Piemonte è critica — ha sottolineato Stefano Ricagno presidente del consorzio d’Asti — Nonostante la minore produzione, le giacenze in cantina sono aumentate. C’è un dato che è incontrovertibile: il consumo medio di vino è in discesa e si attesa a 20 litri l’anno procapite, se non supportiamo i viticoltori il settore va incontro al disastro, anche nei cosiddetti




