
Il gelo di Carlo: ora indagini appropriate, da noi sostegno e collaborazione con le autorità competenti
Il duty, il dovere di servire il Paese. E la legge che deve fare il suo corso. Principi o cittadini comuni, lo stesso corso della giustizia. Sono i due fari che ispirano lo statement, la dichiarazione di Carlo III dopo l’arresto ieri del fratello Andrea. Duty era parola più amata dalla madre, Elisabetta II, che l’aveva ereditata dal padre re Giorgio VI. E ieri è stata la parola scelta da Carlo III quando ha dichiarato di «aver appreso con la più profonda preoccupazione le notizie su Andrew Mountbatten-Windsor e il sospetto di condotta inappropriata nello svolgimento di un servizio pubblico». Per aggiungere: «Adesso segue il pieno, equo, giusto procedimento di investigazione, in modo appropriato e dalle autorità appropriate. Con la mia famiglia continueremo a fare il nostro duty, il nostro lavoro».
Poi il re aggiunge di assicurare «come già detto prima, il nostro pieno e totale supporto e cooperazione». Ma il cuore del messaggio sta nel passaggio quando dice: «Let me state clearly: the law must take its course», voglio essere chiaro, la legge deve fare il suo corso. Nel giorno del 66mo compleanno




