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Coin chiude Verona e riduce Mestre: nei due negozi 50 addetti in esubero

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di Gianni Favero

La nuova proprietà presenta ai sindacati un piano di tagli in Veneto: «Ma niente licenziamenti»

Sono passati solo tre mesi da quando l’amministratore delegato di Coin, Matteo Cosmi, ospitando nel megastore di Mestre il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, aveva annunciato l’intenzione di tornare ad investire sui negozi dato che «il risanamento formale», dopo il subentro nella proprietà da parte della cordata tra la holding Mia dell’imprenditore Marco Marchi, il fondo Sagitta e Invitalia, poteva dirsi chiuso. 

Quella stessa sede adesso va già ridimensionata per un migliaio di metri quadrati, con conseguente riduzione del personale del 30%. E, in Veneto, il 31 luglio, chiuderà il Coin Excelsior di Verona, lo storico grande magazzino in via Cappello, 3.700 metri quadrati, per cui, con la precedente gestione, si era investito parecchio per la riqualificazione e che era stato riaperto a novembre di tre anni fa. Anche qui, oggi, ci sono 40 dipendenti da mettere in cassa integrazione che, con i 10-13 di Mestre, fanno oltre 50.

Ne hanno parlato ieri i vertici aziendali in un incontro nazionale con i sindacati a Bologna. Perché ad abbassare le serrande saranno anche il negozio di Milano in

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