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Corea del Sud, ergastolo all’ex presidente Yoon per tentata insurrezione. Il procuratore aveva chiesto la pena di morte

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di Paolo Salom

L’ex leader sudcoreano, 65 anni, il 3 dicembre 2024 aveva dichiarato la legge marziale nel Paese, rimasta in vigore per 6 ore prima di essere revocata dal Parlamento

Nessuno sconto, nessuna attenuante. L’ex presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol, 65 anni, è stato riconosciuto colpevole di tentata insurrezione e condannato all’ergastolo. E gli è andata anche bene: sul tavolo c’era anche la possibilità di una condanna capitale, chiesta dall’accusa nonostante una moratoria in vigore dal 1997.

Il tribunale distrettuale centrale di Seul ha riconosciuto Yoon colpevole di aver mobilitato le forze militari e di polizia nel tentativo illegale di prendere il controllo dell’Assemblea nazionale guidata dall’opposizione liberale, arrestare politici e instaurare un potere incontrollato per un periodo di tempo considerevole. Yoon probabilmente presenterà ricorso in appello contro la sentenza. Un procuratore speciale aveva chiesto la pena di morte, affermando che Yoon meritava la punizione più severa prevista dalla legge per la minaccia che le sue azioni costituivano per la democrazia del Paese.

Yoon, convinto conservatore, ha difeso il suo decreto di legge marziale del 3 dicembre 2024 come un atto di governo necessario contro i progressisti, che ha descritto come forze «antistatali» che ostacolavano

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