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Energia e futuro del sistema elettrico: se la transizione sarà lenta i prezzi saliranno

di Isidoro Trovato

PedersoliGattai, L&B Partners, Fondazione Eni Enrico Mattei e REA Advisory affrontano i temi al centro dell’imminente Decreto energia

Mentre il nuovo Decreto Energia vede ormai lo striscione del traguardo, il sistema energetico italiano è chiamato a una scelta strategica dirimente: fare della riforma uno strumento capace di accelerare concretamente la produzione da fonti rinnovabili, oppure ridurla a un intervento parziale, incapace di incidere sulla struttura del mercato e sui livelli di prezzo.
Un messaggio forte e chiaro, proveniente da operatori industriali, sviluppatori, tecnici e professionisti di settore,  emerso anche nell’evento «Energia e pianificazione strategica: dialoghi per un futuro sostenibile», promosso a Milano da PedersoliGattai, L&B Partners, Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM) e REA Advisory. Il confronto ha messo in relazione mercato, territorio e infrastrutture, evidenziando come solo il loro coordinamento possa produrre effetti realmente sistemici.

I costi e i prezzi

Al centro del dibattito, lo studio presentato dalla Fondazione Eni Enrico Mattei attraverso il modello Spark, che analizza l’evoluzione del mercato elettrico italiano nel periodo 2026–2035. Il principale fattore è legato al prezzo: la velocità della transizione incide direttamente sul livello strutturale dei prezzi dell’energia. Nel 2030 il Pun medio  (Prezzo unico nazionale, il principale indice di

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