di Valentina Iorio
Il rapporto della Fim-Cisl sul comparto, Uliano: « Nell’ultimo periodo dell’anno si riscontra un aumento della Cigs, l’Europa deve fare la sua parte»
Sono più di 115 mila i metalmeccanici coinvolti nella crisi del comparto. Un dato che nel 2025 è aumentato di 11.946 unità rispetto all’anno precedente, quando ci si fermava a 103 mila persone. Una situazione confermata dai dati Istat che vedono una crescita nel settore metalmeccanico e siderurgico delle ore di Cassa integrazione per il secondo semestre 2025 del +17% e +20%, con 261,70 milioni di ore di cassa integrazione autorizzate.
A lanciare l’allarme è la Fim-Cisl che ha stilato un rapporto dettagliato sulla situazione dell’industria metalmeccanica in Italia. La crisi è trasversale: coinvolge i settori dell’automotive e della siderurgia, quelli del comparto termomeccanico e dell’elettrodomestico. Tutti subiscono negativamente l’aumento del costo dell’energia e delle materie prime, problemi a cui si sommano i dazi e il contesto geopolitico incerto.
L’automotive
Per quel che riguarda l’automotive, la situazione di Stellantis è particolarmente critica. Il gruppo nel 2025 ha visto la produzione scendere sotto quota 380 mila (-24,5% rispetto all’anno prima). Nel dettaglio, le autovetture segnano un -24,5% (213.706 unità) e i




