La giornata dei freni e delle prime marce
Il dato che accomuna i team non è tanto la classifica quanto la quantità di piccoli scivolamenti in frenata: bloccaggi, correzioni, uscite oltre i limiti pista. In Bahrain è sempre stato un tema, ma quest’anno torna a galla con una sfumatura tecnica precisa: trovare l’equilibrio tra frenata meccanica, gestione del brake-by-wire e contributo del freno motore resta un lavoro delicato, soprattutto nelle curve dove si scala fino alla prima marcia. In quelle situazioni, basta poco per mettere fuori fase l’auto.
È un contesto che spiega anche perché molti time attack arrivino puliti solo dopo una lunga preparazione e perché i giri migliori sboccino quando la pista si raffredda e smette di chiedere compromessi a ogni staccata.
Mercedes e McLaren: costanza come obiettivo
Se Russell è in testa, non è per un day-one da qualifica, ma per una giornata costruita su un programma coerente, con tanti giri e run ripetuti. Il britannico è stato il più attivo con 76 giri, Piastri non lontano a 70. Entrambi, al di là del colpo secco sul giro, hanno lavorato su long run con riscontri molto simili stint dopo stint: un segnale che l’interesse principale era misurare




