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Bianca Berlinguer, un talk che somiglia a Barbara D’Urso

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Dopo un periodo di rehab, ho rivisto «È sempre Cartabianca» e il sospetto che coltivavo ha preso forma in modo definitivo: Bianca Berlinguer è la nuova Barbara D’Urso. Non solo per l’uso smodato delle luci facciali, ma soprattutto perché ha trasformato un «talk show d’approfondimento» in un varietà. Alla lettera: uno spettacolo d’arte varia, una successione libera di numeri di generi diversi — politica, comicità, trasformismo, Garlasco (ormai è un genere a sé), acrobazie verbali, eccetera.
Come Barbarella, Bianchina sa assemblare la tv del dolore, dell’orrore, dell’amore, dell’umore, dell’afrore, del clamore: ore e ore e ore di piccoli o grandi sensazionalismi per attrarre un pubblico che riconosce in lei una figura aureolata e insieme un po’ egoriferita (come il suo amico Massimo Giletti).
Il programma si è aperto con la notizia di un nuovo cuore per il bimbo trapiantato di Napoli (miracolo dopo l’intervento di Giorgia Meloni?) e ogni servizio veniva sapientemente interrotto da un collegamento con l’inviata acquartierata davanti all’ospedale Monaldi, in compagnia dell’avvocato di «mamma Patrizia». Il quale se n’è uscito con questa frase – «Stanno cercando di aggiudicarsi il cuore» – come se fosse in corso una roulette con altri tre bambini in attesa di trapianto.
Col tempo, il più

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