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Cambi di strategia sull’elettrico: che mazzata per i colossi dell’auto

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Se qualche anno fa l’elettrico sembrava il far west dell’industria automobilistica, cioè una terra inesplorata e difficile ma ricca di opportunità su cui valeva la pena investire, ora che le auto elettriche si stanno diffondendo meno del previsto appare più come una palude in cui è alto il rischio di restare impantanati.

Molte delle scommesse sull’elettrico fatte dai costruttori vengono ritirate, con l’idea di tornare a investire anche nel motore termico, che al momento è ancora più redditizio rispetto a quello elettrico: un cambio di strategia che non avviene in modo indolore, perché gli analisti calcolano costi supplementari per le case automobilistiche di svariati miliardi di euro, in particolare per le “big three” di Detroit: Stellantis, GM e Ford.

STELLANTIS

Il 6 febbraio, Stellantis ha anticipato oneri per 22 miliardi di euro (qui la notizia) prima della pubblicazione dei risultati finanziari completi del 2025, attesa per la fine del mese. Negli oneri sono inclusi 14,7 miliardi dovuti a programmi di veicoli annullati e la svalutazione delle piattaforme e 2,1 miliardi per rivedere la catena di fornitura dei veicoli elettrici.

La maggior parte di questi costi dovrebbero essere legati alle attività del gruppo negli Stati Uniti: in Europa infatti

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