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Il viaggio di Circo Zoé, acrobazie contemporanee al Teatro Donizetti: «Ci esibiamo in Italia come in Cina»

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di Federico Fumagalli

Per la sezione Altri Percorsi. Chiara Sicoli: uno spettacolo che travalica le età e il linguaggio

Non è necessario che il lessico sia famigliare. Il circo, a dispetto di una tradizione certificata dai cognomi d’arte (Casartelli, Orfei, Togni per limitarci ad alcune grandi dinastie italiane), si può imparare. «Nessuno di noi fondatori proviene da una famiglia circense. Ci siamo appropriati della materia, frequentando le scuole». Dunque, senza il rischio di prendere a calci un bagaglio zeppo di eredità, è possibile proporre «un circo che sia contemporaneo, capace di interrogarsi su ciò che succede» e di «destrutturare, per poi ricostruire» un linguaggio consolidato.

Le parole di Chiara Sicoli definiscono l’essenza di Circo Zoé. La compagnia italofrancese, di triplice genitorialità (oltre alla torinese Sicoli, gli altri fondatori sono i bergamaschi Simone Benedetti e Diego Zanoli), porta al Teatro Donizetti lo spettacolo «Deserance» (domani alle 20.30, unica rappresentazione, per la sezione Altri Percorsi). «È il teatro perfetto per ospitare il nostro spettacolo — osserva Sicoli —. “Deserance” richiede visibilità e dimensioni adeguate. Il Donizetti le garantisce».

Fondazione Teatro Donizetti affronterà ad aprile (dall’11 al 19) il classico «Lungo viaggio verso la notte» di O’Neill, con

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