
di Alessandra Muglia
La donazione del proprietario dello Shakhtar calcio: Rinat Akhmetov, presidente anche dell’acciaieria Azovstal: «Il rispetto e l’orgoglio che Heraskevych si è guadagnato tra gli ucraini sono la ricompensa più alta»
Da Milano Cortina è tornato a casa da vincitore pur senza aver potuto gareggiare, Vlad Heraskevych. Si è preso una rivincita il campione ucraino di skeleton escluso dai Giochi perché non voleva rinunciare a competere indossando il suo «casco della memoria» con le foto di atleti e allenatori suoi connazionali rimasti uccisi in 4 anni di invasione russa: non solo l’immagine del suo potente artefatto ha fatto il giro del mondo, la sua storia ripresa dalle testate internazionali a bypassare le rigidità opportunistiche di un Cio ligio nel rispettare la regola 50 della Carta Olimpica, che proibisce «ogni tipo di manifestazione o propaganda politica, religiosa o razziale»; Heraskevych è ora anche premiato con 200 mila dollari, la cifra destinata a chi vince la medaglia d’oro.
A donarglieli è stato il proprietario della squadra di calcio ucraina Shakhtar: il magnate Rinat Akhmetov, presidente anche dell’acciaieria Azovstal, a Mariupol, per mesi teatro della resistenza del reggimento Azov. «A Vlad Heraskevych è stata negata l’opportunità di competere




