Secondo le agenzie di intelligence di cinque Paesi (Regno Unito, Francia, Germania, Svezia e Paesi Bassi), la morte del leader dell’opposizione russa Alex Navalny, deceduto due anni fa in circostanze misteriose mentre si trovava detenuto in una colonia penale nell’Artico, potrebbe essere stata provocata da una rara e potente tossina: l’epibatidina, un veleno secreto dalla pelle delle rane freccia. Secondo l’accusa, rimandata al mittente come “insinuazione” dalla portavoce del Ministro degli Esteri russo, tracce della neurotossina sarebbero state isolate su campioni del corpo di Navalny prelevati prima della sepoltura e inviati in due distinti laboratori per le analisi.
Epibatidina: che cos’è e quali effetti ha il veleno della rana freccia
L’epibatidina è una sostanza oleosa e incolore estratta dalla pelle di alcune rane del genere Epipedobates, che vivono nelle foreste della parte settentrionale del Sud America. Le agenzie di intelligence avrebbero fatto riferimento in particolare alla rana freccia di Anthony (Epipedobates anthonyi), endemica dell’Ecuador e del Perù. L’epibatidina è una neurotossina naturale che è stata più volte studiata per le sue proprietà analgesiche (per esempio per alcune condizioni infiammatorie dolorose dei polmoni), essendo 200 volte più potente della morfina, ma che non è mai stata utilizzata



