
di Marco Galluzzo
Premier decisa ad andare avanti per sei ragioni
«Le opposizioni, decisamente, non hanno le idee chiare. Per mesi ci hanno detto che la pace in Medio Oriente era una priorità, e ora ci chiedono di non partecipare — senza vincoli — alle discussioni sull’implementazione del piano di pace, quando mezza Europa lo fa».
Giorgia Meloni ha seguito a distanza il dibattito sul Board of peace che si è tenuto alla Camera. Quando finiscono le repliche, quando anche Antonio Tajani ha risposto agli interventi delle opposizioni, la premier, nel suo studio, condivide queste considerazioni: «Forse la Palestina, ora che non è più utile alla campagna elettorale, non è poi così importante per loro. Ma lo è per noi, che siamo contenti del mandato del Parlamento a partecipare come osservatori e faremo quello che possiamo per costruire la pace e la prospettiva dei due Stati».
Del resto se mai Giorgia Meloni ha avuto dei dubbi sulla nostra adesione, anche solo come osservatori, al Board of peace su Gaza, la nostra diplomazia quei dubbi li ha spazzati via con diverse analisi e valutazioni, arrivate proprio sulla scrivania della presidente del Consiglio.
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