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L’Europa corteggia i democratici Usa

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Federico Rampini / CorriereTv

La conferenza strategica di Monaco di Baviera è diventata ormai l’appuntamento dove si misura lo stato delle relazioni tra l’Europa e gli Stati Uniti. Quest’anno, sul finire della scorsa settimana, l’intervento per l’amministrazione Trump lo ha fatto il segretario di Stato Marco Rubio e quindi è stato un intervento un po’ meno disastroso, un po’ meno conflittuale, un po’ meno ostile rispetto a quello che esattamente un anno prima aveva fatto il vice presidente Vance. 

Rubio è un repubblicano più classico. Potremmo situarlo nella tradizione di Ronald Reagan più che nell’America maga. È stato comunque severo. Il suo intervento è stato definito un esempio di caff love. L’amore duro, l’amore di un genitore piuttosto severo, appunto e drastico. Ha detto che gli europei sbagliano praticamente tutto, dalle politiche migratorie a quelle energetiche alla difesa. E tuttavia ha parlato di una alleanza, di un interesse comune, di una appartenenza a una comune civiltà occidentale tra America e Stati Uniti. 

Ma c’è stato un secondo spettacolo che è andato in scena a Monaco almeno altrettanto importante, cioè la lunga, corposa, affollata delegazione di politici democratici, politici dell’opposizione americana che sono stati letteralmente corteggiati e coccolati dagli europei in vista

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