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Scambio quote di emissione Co2, Confindustria chiede lo stop al sistema Ets: «Competitività a rischio»

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di Thomas Bendinelli

Il presidente Streparava: «Meccanismo da rivedere, così cresce il costo dell’energia. Chiediamo che le risorse generate dal sistema siano orientate al sostegno degli investimenti in efficienza energetica»

Confindustria Brescia in pressing per dire no al sistema europeo di scambio quote di emissione di Co2 (ETS), in linea con la posizione sostenuta nei giorni scorsi dal presidente nazionale degli industriali Orsini.

«Il nostro territorio è uno dei principali poli manifatturieri del Paese, con un tessuto produttivo fortemente energivoro — dichiara Paolo Streparava, presidente di Confindustria Brescia —. Per molte imprese bresciane il costo dell’energia rappresenta un’importantissima variabile strutturale di competitività: quando diventa eccessivo e volatile, mette a rischio investimenti, occupazione e tenuta delle filiere. E deve essere chiaro che, se l’energia resta cara e volatile, salta la competitività».

Per Confindustria il sistema ETS, nella sua configurazione attuale, aggrava il prezzo dell’energia, scaricando sull’industria un onere che rischia di compromettere la capacità di competere sui mercati internazionali. Confindustria Brescia si dice favorevole alla transizione energetica e climatica, ma il tutto deve essere accompagnato da strumenti coerenti con la realtà industriale. «La decarbonizzazione non può tradursi in un aumento strutturale del costo dell’energia — osserva

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