
Oltre 120 episodi di sabotaggio in Europa tra il 2024 e il 2026, più di 25 in Italia. Dietro incendi, danneggiamenti ferroviari e attacchi ai depositi logistici, l’ombra di una strategia ibrida riconducibile alla galassia Wagner e alla regia dell’intelligence militare russa.
Non è più una somma di episodi scollegati, ma una trama che, osservata nel suo insieme, suggerisce un disegno preciso. Tra il 2024 e le prime settimane del 2026 in Europa si sono registrati oltre centoventi eventi classificati come sabotaggi o danneggiamenti sospetti contro infrastrutture critiche: incendi dolosi, manomissioni di linee ferroviarie, attacchi a depositi logistici e magazzini collegati agli aiuti destinati all’Ucraina. Di questi, almeno quaranta hanno colpito direttamente reti ferroviarie strategiche, con blocchi prolungati del traffico merci e passeggeri e un impatto economico non trascurabile. L’Italia figura stabilmente in questo elenco: più di venticinque episodi in due anni, cinque dei quali concentrati sulle tratte dell’Alta Velocità Roma–Napoli e Roma–Firenze, con ritardi che in alcuni casi hanno superato le tre ore e una stima dei costi indiretti superiore ai cinquanta milioni di euro tra ripristini, mancati introiti e ricadute sull’indotto. In questo scenario si inserisce una ricostruzione pubblicata dal Financial Times, che cita fonti dell’intelligence occidentale




