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Lo psicologo dei campioni: «La delusione è l’aspetto su cui lavoriamo di più»

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di Silvia Turin

La mentalità vincente esiste o si costruisce? Ogni atleta reagisce in modo diverso allo stress. Alcuni cadono sotto il peso della pressione o delle aspettative dei genitori coach, altri si esaltano nella competizione

Dall’incredulità di Mikhail Shaidorov, primo pattinatore kazako a vincere l’oro nel pattinaggio di figura (gara maschile), alla felicità brillante di Federica Brignone che si considerava un «outsider» e poi è entrata nella storia con i due ori, fino alla delusione della coppia di danza su ghiaccio Guignard-Fabbri, medaglia di legno forse alla loro ultima gara, alla caduta del «dio dei quadrupli» predestinato all’oro, Ilia Malinin, e si potrebbe continuare così… con un lungo elenco di alti e bassi emozionali

Le Olimpiadi (come tutte le altre competizioni) mettono gli atleti davanti a montagne russe di sentimenti che raggiungono i punti più alti e bassi talvolta nel giro di poche ore.

Da qualche anno a questa parte negli staff di molti campioni (ma non solo) sono comparsi psichiatri e psicologi che si occupano della mente, ambito non secondario da «allenare», importante per scrivere il futuro di un atleta quasi quanto il corpo.

Stefano Tamorri è uno psichiatra specializzato in medicina dello

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