La mancanza di trasparenza nel mondo social è oggi uno dei temi più delicati della creator economy, soprattutto quando imprenditoria e comunicazione coincidono. È in questo contesto che si inserisce il caso Space Patty Burger. A sollevare interrogativi è stata un’inchiesta della giornalista Charlotte Matteini, che si occupa di analisi critica dei fenomeni digitali e delle dinamiche dell’influencer marketing, ricostruendo assetti societari e relazioni professionali dietro al lancio del fast food milanese fondato da Riccardo Dose e Daniel D’Addetta.
I panini di Space Patty Burger
I panini di Space Patty Burger Il nodo dei rapporti tra founder e creator
Il 22 gennaio Riccardo Dose annuncia di aver acquisito il 40% della 21 Marketing Agency, fondata da Nicolas Zappella, professionista già noto per essere stato per anni social media manager di Steven Basalari. Il giorno successivo inaugura Space Patty Burger insieme a Daniel D’Addetta. Dalle visure camerali analizzate nell’inchiesta emerge che la Dnd Srl, società che gestisce il locale, è partecipata per il 34% dalla Dose Srl,




