
di Enea Conti
L’inchiesta che vede coinvolti sei medici sui certificati falsi che almeno sei medici avrebbero compilato per impedire che cittadini extracomunitari fossero accompagnati nei Cpr prima dell’espulsione. Il flash mob di protesta
Almeno 300 persone radunate all’ingresso dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna. Molti medici e più in generale sanitari, ma anche comuni cittadini, politici, sindacalisti.
Mentre è ancora in corso l’indagine della Procura di Ravenna sui certificati falsi che almeno sei medici avrebbero compilato per impedire che cittadini extracomunitari fossero accompagnati nei Cpr prima dell’espulsione in tanti si sono schierati a difesa degli indagati. Il bianco dei camici era il colore che spiccava sulle scalinate dell’ospedale durante il sit-in di protesta convocato a poche ore dall’uscita della notizia al grido di «La cura non è reato». Reazione agli attacchi dei ministri Piantedosi e Salvini, con quest’ultimo che aveva invocato pene severe e carcere «in caso fossero confermati i fatti».
L’inchiesta sui medici di Ravenna e la solidarietà
A Ravenna era presente la parlamentare dem Ouidad Bakkali, eletta nella città romagnola. La deputata ha annunciato che il suo partito ha depositato una interrogazione parlamentare.
«Chiediamo principalmente due cose – ha detto – la




