
In Francia lo stop agli affitti delle case in classe G ha già tolto dal mercato 1,8 milioni di abitazioni, facendo esplodere i canoni. Un allarme che ora riguarda anche l’Italia, dove le nuove regole sull’efficienza energetica rischiano di ridurre l’offerta e spingere ancora più in alto i prezzi
Le nostre case non sono più al sicuro. Ne sanno qualcosa i francesi, che da un anno fanno i conti con gli effetti della norma, in linea con i diktat verdi dell’Europa, con cui è stato loro proibito di dare in affitto abitazioni in classe energetica G. La meno efficiente, quella che innesca l’anatema ambientalista. La legge vide la luce nel 2021 e, da quel dì, è stata sottoposta a una serie di modifiche. Nella sua versione definitiva, è entrata in vigore a gennaio 2025. Si applica ai nuovi contratti di locazione ma pure ai rinnovi, anche taciti, dei contratti già in essere. Con la scusa della «résilience», la parolina magica che puzza di fregatura almeno da quando è diventata, in era Covid, uno slogan martellante, i governi che si sono susseguiti sotto la presidenza di Emmanuel Macron hanno randellato i proprietari di immobili.
Pazienza se la realtà li assolve



