
di Corriere Animali
Il testo Brambilla accorpato ad altre due pdl, con l’obiettivo di ridurre lo sfruttamento e la macellazione di tutti gli equidi, considerati animali da affezione
Anche i cavalli sono ormai considerati di fatto animali di affezione e di conseguenza non solo non non dovrebbero essere maltrattati, ma neppure considerati cibo. Un concetto che all’inizio della legislatura era stato tradotto anche in una proposta di legge alla Camera, a firma di Michela Vittoria Brambilla, deputata di Noi Moderati e presidente della Leidaa. Un testo che ora ha iniziato il proprio iter parlamentare.
È la prima volta che il Parlamento italiano esamina una proposta di legge per dichiarare gli equidi animali d’affezione e, conseguentemente, vietarne la macellazione e l’utilizzo a scopo alimentare. Il testo, identificato con la sigla AC 48 e dal titolo «Norme per la tutela degli equini e loro riconoscimento come animali di affezione», ha iniziato nei giorni scorsi il proprio percorso di approvazione nella commissione Agricoltura della Camera con l’abbinamento di due altre pdl depositate successivamente.
«Attualmente – afferma l’on. Brambilla – gli equidi sono ancora sfruttati in ogni modo e spesso l’ultima meta delle loro corse è il macello. Questa proposta




