Il vino italiano ha perso terreno negli Stati Uniti e i numeri spiegano meglio di qualsiasi commento la fase che il comparto sta attraversando: nel 2025 il saldo ha infatti segnato un -9% a valore, con spedizioni crollate del 23% nel secondo semestre dell’anno scorso e un bilancio complessivo che, rispetto al 2024, ha registrato -6% a volume e -9% a valore, pari a un gap di 177 milioni di euro, diventati -225 milioni nella seconda metà dell’anno. È da qui che parte l’allarme lanciato dal presidente di Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi, intervenuto alla “Task force dazi” del Maeci alla presenza del ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Federvini: «Il vino deve allargare il raggio d’azione». Export Usa in calo del 9%
Secondo l’analisi dell’Osservatorio Uiv, la brusca frenata è coincisa con l’entrata in vigore definitiva dei dazi statunitensi, che hanno agito come fattore di accelerazione su una tendenza già in atto: da circa cinque anni, infatti, i consumi risultano in progressiva erosione e la pressione tariffaria ha finito per amplificare un rallentamento strutturale. In questo contesto le imprese italiane hanno provato a reggere l’urto assorbendo gran parte del peso fiscale e ritoccando verso




