Una “resurrezione” già prevista
Innanzitutto, Stellantis ha già chiarito le sue intenzioni subito dopo l’uscita di Carlos Tavares e l’arrivo al vertice di Antonio Filosa: l’obiettivo è riportare il cliente e le sue esigenze al centro dell’offerta commerciale. In un mercato ancora poco propenso all’elettrico, il nuovo management ha optato per un approccio multi‑tecnologico che ha rilanciato il diesel anche in un’ottica di riduzione delle emissioni di CO₂. A tal proposito, bisogna ricordare come, a parità di consumi, i diesel di ultima generazione abbiano livelli emissivi inferiori a quelli dei propulsori a benzina. Inoltre, Stellantis ha omologato tutti i suoi motori ai carburanti avanzati, come i diesel HVO, che, nell’intero ciclo di vita, arrivano ad abbattere l’anidride carbonica di un valore tra il 70% e il 90%. Insomma, il diesel sarà anche demonizzato, ma qualche beneficio lo garantisce.
A tal proposito, va ricordato che Alfa Romeo ha allungato la vita delle attuali Giulia e Stelvio fino alla fine del 2027, ma facendo una scelta ben precisa sul fronte delle motorizzazioni. Infatti, la Casa ha dato l’addio al 2.0 turbobenzina da 280 cavalli, mantenendo in gamma il 2.2 turbodiesel (che, a livello di CO₂, presenta valori inferiori), nelle versioni da 160




