
di Virginia Piccolillo
Il Guardasigilli rilancia dopo le polemiche: sconcertato per le reazioni scomposte
«Inadeguato». «Indecente». «Eversivo». È stato un pomeriggio di fuoco per il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Quelle parole sul Csm e il «sistema para-mafioso» rilasciate al Mattino di Padova hanno scatenato critiche aspre. Ma al telefono, con il Corriere, lui rilancia: «Ne ho altre. Anche peggiori. Ogni giorno ne tirerò fuori una. Possiamo andare avanti fino al referendum».
Ma come? In un clima surriscaldato in cui tutti chiedono di abbassare i toni lei getta benzina sul fuoco? Il Guardasigilli sorride: «Ah ma non è mica mio quel giudizio. Fossi matto. Io in questi casi ormai cito gli altri. Perché io non sono nessuno. Queste parole le aveva dette Nino Di Matteo, nel 2019, a un quotidiano», dice citando l’intervista dell’ex pm antimafia di Palermo che presentò la sua candidatura tuonando contro le «degenerazioni del correntismo» del Csm. «L’appartenenza a una cordata è l’unico mezzo per fare carriera e avere tutela quando si è isolati, e questo è un criterio molto vicino alla mentalità e al metodo mafioso», aveva detto in quell’intervista (anche se poi aveva proseguito professandosi contrario al sorteggio e a una




