
Alla Conferenza di Monaco, Christine Lagarde annuncia che la Banca centrale europea offrirà prestiti in euro alle banche centrali di tutto il mondo. Una scelta che va oltre la tecnica monetaria: rafforzare la moneta unica nei nuovi equilibri globali segnati da Donald Trump e dalla sfida cinese
La rottura dell’ordine mondiale e il tentativo dell’Europa di reagire toccano il centro nevralgico dell’euro. Ha l’aria di non essere casuale la scelta di tempo di Christine Lagarde nel comunicare l’ultima decisione della Banca centrale europea, che lei presiede: l’annuncio è arrivato sabato alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, in un dibattito sulla «frammentazione geoeconomica». Nel merito, sembra il ritocco di una misura di politica monetaria; nella sostanza invece è il lancio di una strategia per l’uso internazionale dell’euro, che accompagna la politica europea di aprire — dopo i dazi americani — sempre più accordi di scambio con nuove aree del mondo.
Prestiti aperti in euro alle banche centrali di tutto il mondo
In questo, la Bce prende una pagina dal manuale cinese di espansione geoeconomica degli ultimi anni. E, visto il successo di quest’ultima, la copia. O almeno vi si ispira. Lagarde da Monaco ha annunciato l’espansione alle banche centrali di tutto il



