
L’analisi di Ferruccio de Bortoli sull’evoluzione dell’Ai che costringe le società di asset manager a cambiare registro. I conti record delle banche
A volte i terremoti finanziari possono essere utili. Prendiamo lo scossone di Borsa che mercoledì 11 febbraio ha investito i titoli del risparmio gestito, da Fineco a Banca Generali, da Mediolanum ad Azimut. Rifletteva i timori per l’intelligenza artificiale, che minaccia le società di asset management perché potrebbe sostituire i consulenti finanziari. In particolare Altruist, startup Usa specializzata nella gestione patrimoniale, aveva appena annunciato «funzionalità di pianificazione fiscale basate sull’Ai».
E se fosse l’occasione per rivedere le alte commissioni sulle gestioni in Italia? Se lo chiede Ferruccio de Bortoli che sull’Economia del Corriere della Sera, in edicola domani con il quotidiano.
«Il mercoledì nero di quei titoli racconta di una sfida prima di tutto culturale che i settori impattati dall’Ai dovranno sostenere», scrive de Bortoli, che sottolinea un punto: in Italia la rete di banker è estesa, il contatto personale con il cliente è cercato e importante. Gli elementi per resistere all’espansione dell’Ai ci sono. Inoltre la ricchezza delle famiglie vale oltre 11 mila miliardi e spesso non è investita al meglio. Una maggiore concorrenza potrebbe aiutare, se




