
di Marco Ascione
Ancora una volta, dopo avanzate e ritirate, si affaccia un progetto di legge: il 17 febbraio
Q uindi, qual è il punto di equilibrio o di rottura dei cattolici e della Chiesa italiana sul fine vita? Ancora una volta, dopo tante apparenti avanzate e repentine ritirate, un progetto di legge «in materia di morte medicalmente assistita» si affaccia in Parlamento: è il ddl 104, in agenda al Senato il 17 febbraio. Relatori Ignazio Zullo di FdI e Pierantonio Zanettin di Forza Italia.
Gli schieramenti
La polvere già si alza, si muovono le truppe. La posizione ufficiale della Cei si è via via affinata. Tanto per cominciare i vescovi chiedono che il Parlamento non resti inerte. Qualcuno ha interpretato come una virata il senso delle ultime parole del cardinale Matteo Zuppi, nella prolusione al Consiglio permanente dei vescovi: «Norme che legittimano suicidio assistito ed eutanasia legittimano i più fragili a togliere il disturbo». La virata, però, non c’è. Affermazioni e contesti diversi si integrano.
Sul punto Zuppi (e la linea è nuovamente accreditata da verifiche all’interno della Cei) è stato cristallino: «La politica — ha detto al Corriere lo scorso dicembre — agisca, seguendo




