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Trump contro Bad Bunny, quando la cultura pop entra nell’economia: perché ora si teme per i consumi

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Lo scontro simbolico dopo il Super Bowl viene monitorato da aziende e analisti per i possibili riflessi sulla fiducia dei consumatori latino-americani, oggi una delle principali leve della crescita della spesa negli Stati Uniti

Il botta e risposta nato ai margini dello spettacolo sportivo più seguito d’America è riuscito, nel giro di poche ore, a uscire dal perimetro della cronaca pop per entrare in quello, più sensibile, dell’economia e della politica. Il bersaglio incrociato tra Donald Trump e Bad Bunny, consumato dopo il Super Bowl, viene ora osservato con attenzione da consulenti d’impresa, analisti dei consumi e strateghi elettorali.

Gli attacchi di Trump

All’origine c’è uno scambio polemico dai toni provocatori, innescato da alcune dichiarazioni di Trump sull’immigrazione e sull’identità culturale latina, percepite da una parte dell’opinione pubblica ispanica come offensive e strumentali. La reazione sui social è stata rapida e amplificata: prese di posizione, inviti al boicottaggio simbolico, difese identitarie. Un copione ormai familiare, ma che questa volta ha acceso qualche campanello d’allarme anche nei consigli di amministrazione.

La comunità ispanica

Negli Stati Uniti il legame tra clima politico e fiducia dei consumatori è tutt’altro che astratto. Diversi gruppi attivi nella

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