di Aldo Cazzullo
L’impegno con la Fondazione Ferrero per la salute, lo sport e la cultura dei dipendenti. Il dolore insanabile per la morte prematura del figlio Pietro
Maria Franca Ferrero è stata sepolta il giorno di San Valentino, lo stesso giorno in cui undici anni prima se n’era andato suo marito Michele. La commozione con cui ha reagito Alba – basti dire che per la prima volta a memoria d’uomo non si è tenuto il mercato del sabato – non è stata casuale, e dice molto del legame tra la famiglia più ricca d’Italia e la terra che il suo più grande scrittore, Beppe Fenoglio, aveva definito della Malora.
Non sempre i ricchi sono benvoluti a casa loro, anche quando creano lavoro e benessere. Se i Ferrero lo sono, è perché hanno saputo governare una delle più grandi multinazionali alimentari del mondo, con una forte proiezione globale, come una bottega di famiglia. La Ferrero non è quotata in Borsa. La Ferrero assume volentieri i figli dei dipendenti. La Fondazione Ferrero – motto «lavorare, creare, donare» – organizza il loro tempo, occupandosi della salute, dello sport, della cultura.
La Ferrero si fa voler bene non




