
di Francesco Verderami
L’ex premier: fanno eccezione Marina Berlusconi e Nordio
Sostiene Massimo D’Alema che la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati sia «inutile, sbagliata e pericolosa». Perciò voterà no al referendum. Ritiene che le personalità della sinistra decise a votare sì non siano «compagni che sbagliano, ma compagni che hanno cambiato opinione». E attacca «il travestimento garantista» della destra che «in realtà era e resta forcaiola. Tranne poche eccezioni, come Marina Berlusconi». Più volte l’ex presidente del Consiglio, parlando di oggi, fa riferimento a ieri. Cioè alla stagione della Bicamerale di cui è stato presidente. Ed esalta quel testo comparandolo all’attuale, «che invece altera gli equilibri costituzionali» siccome «depotenzia e svilisce il Csm, frantumandolo e affidandone la sua composizione alla casualità del sorteggio».
Il sorteggio non spezza l’egemonia delle correnti?
«È falsa l’idea che così verrebbero eliminate le correnti: i magistrati, sia pure estratti a sorte, potranno continuare a far parte di associazioni note e persino di consorterie ignote. Solo che in questo modo si trasferirebbe il potere dalle correnti democraticamente legittimate col voto, a gruppi che vincono alla lotteria del sorteggio. La democrazia è più trasparente».
Considera trasparente l’attuale gestione del Csm,




