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La marcia dei mille operai contro il declino di Torino: «Senz’auto la città si ferma»

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di Maurizio Pagliassotti

Al corteo unitario dei sindacati metalmeccanici sfila anche il sindaco Stefano Lo Russo: «Il governo metta in campo strumenti concreti per fare in modo che un processo di reindustrializzazione avvenga quanto prima»

Nel giorno di San Valentino i lavoratori del settore metalmeccanico dichiarano il loro amore per Torino ma la città risponde un po’ freddamente, forse a causa della pioggia scrosciante.

Circa mille metalmeccanici hanno sfilato da piazza Albarello fino a piazza Castello — il tradizionale percorso delle manifestazioni sindacali—- per chiedere il rilancio dell’industria dell’automotive alla politica che è accorsa a manifestare solidarietà, presenza, impegno. Ha aperto il corteo un gruppo eterogeneo di lavoratori che espongono fazzoletti, bandiere, felpe e cappelli delle varie organizzazioni sindacali che hanno deciso di manifestare unitariamente: Fiom Cgil, Fim Cisl, Ugl, Uilm, Fismic, Aqcfr: sono circa duecento e marciano accendendo fumogeni rossi, blu e verdi e sbandierando i propri vessilli.

I pochi passanti osservano dai portici di via Cernaia i vari spezzoni: il più corposo è quello della Fiom Cgil, inquadrato e compatto, composto da circa trecento manifestanti che intonano cori mutuati dal tifo calcistico. L’arrivo nella piazza è seguito dai comizi dei vari capi sindacali

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