Home / Gastronomia / Ma a chi piace la ristorazione “per finta”?

Ma a chi piace la ristorazione “per finta”?

La vera cucina italiana, quella fatta di materie prime fresche, di esperienza nelle esecuzioni, di cotture intelligenti e di valori tramandati onestamente di generazione in generazione, mi pare in difficoltà o, perlomeno, con pochi, validi esecutori. È un fatto storico, cronologico, anagrafico, legato essenzialmente al tempo che passa. E che modifica tutto: visioni, impegno, conoscenze (che vanno tristemente perdute), energie, passione.

La cucina italiana vive un momento di massima creatività ma di minore attaccamento alle tradizioni La cucina italiana vive un momento di massima creatività ma di minore attaccamento alle tradizioni

La cucina italiana vive un momento di massima creatività ma di minore attaccamento alle tradizioni La cucina italiana vive un momento di massima creatività ma di minore attaccamento alle tradizioni

La ristorazione “per finta” e il consenso facile

Il tempo scorre e non può essere capovolto nel suo inevitabile fluire. Nelle città ormai domina una sorta di ristorazione “per finta”, talvolta ridicolmente definita da nomi di piatti vagamente ispirati a territori spesso inesistenti. O a creazioni apparentemente classiche, espressione del nulla.

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: