
di Mara Gergolet
L’intervento del Segretario di Stato Usa alla conferenza di Monaco. «Legame indistruttibile»
DALLA NOSTRA INVIATA
MONACO – Marco Rubio è venuto a dire a Monaco quel che l’Europa aspettava. E, lungi dal rispondere in modo arrabbiato alle parole di Friedrich Merz e Emmanuel Macron, che hanno parlato di «frattura» e di un’Europa più sovrana mostrando orgoglio, ha chiuso così: «Il passato è finito, il futuro è inevitabile, e il nostro destino insieme ci aspetta». La sala si è alzata in piedi e ha applaudito a lungo.
Il segretario di Stato americano, il «ricucitore di Trump», è venuto a dire che il mondo di ieri non c’è più. Ma si è sempre rivolto agli «amici europei», sostenendo che l’America sarà sempre, storicamente, «il figlio dell’Europa». Non ha rinnegato nulla delle politiche trumpiane — salvo la retorica. Ma ha proposto una via comune per andare avanti.
Fine della storia
Per Rubio, l’Occidente si è nutrito di un’illusione, dopo la caduta del Muro di Berlino: quella della «fine della storia». Nulla di più folle e sbagliato, e in contrasto con la natura umana e con la storia. Questo ha portato, secondo lui, a scelte sbagliate negli ultimi




