
di Silvia Madiotto
Tesoriere del partito, è stato condannato per peculato. La decisione del federale di Milano
Sui nomi per le suppletive del Parlamento di marzo c’è l’incognita – sempre più solida – di una Lega veneta che cede un seggio a un «estraneo», rinunciando al deputato eletto all’uninominale a Rovigo per candidare Alberto Di Rubba. Una sorta di patto non scritto (o forse sì) che deve molto alla candidatura del presidente della Regione Alberto Stefani: insomma, il federale si è battuto molto, dicono i lighisti, per ottenere la guida del Veneto, non era una vittoria scontata, e cinque anni da governatore valgono decisamente di più di un anno da deputato alla Camera.
Sembra cosa fatta e pochi si sono stracciati le vesti quando se n’è parlato al direttivo regionale giovedì sera e ieri, al federale di Milano, quando è stato chiesto al Veneto di presentare le candidature entro domenica sera. Di Rubba di veneto non ha nulla: figura di fiducia di Matteo Salvini, commercialista e tesoriere federale della Lega, è stato condannato per peculato a 2 anni e otto mesi (riguarda un’inchiesta sulla Lombardia Film Commission, la condanna è stata ridotta in appello). Il suo nome




