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Le cantine raccontano il vino come 20 anni fa. Ecco perchè la Gen Z non lo beve

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I giovani sono l’oggetto oscuro del desiderio per il mondo del vino e allo stesso tempo sembrano incarnare la radice di una crisi dei consumi che sembra diventare progressivamente sistemica. Eppure quei giovani “sembrano” un problema, ma forse non lo sono davvero, perché una recente ricerca IWSR Bevtrac – condotta a settembre 2025 su 15 mercati globali – evidenzia come le nuove generazioni non abbiano realmente smesso di bere, ma siano molto più selettive rispetto alle precedenti. Si registra un cambiamento profondo nelle abitudini di consumo, in particolare la Generazione Z e i Millennials, con minore propensione a mescolare più tipi di bevande e con attenzione a quello che si sceglie nel calice. Una prospettiva che sembra condividere Edoardo Losappio, giovane produttore in terra di Montalcino. Impegnato nell’azienda di famiglia – la boutique winery Villa Le Prata – si trova a confrontarsi con uno scenario di mercato progressivamente più incerto, eppure non drammatizza e nell’intervista a Italia a Tavola evidenzia per un approccio ragionato. A partire dai numeri, ma anche dall’esperienza di under 30 (quindi Gen Z) con i suoi coetanei.

Villa Le Prata Villa Le Prata

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