
di Mara Gergolet e Luigi Ippolito
Francesi, tedeschi e britannici disegnano l’autonomia dagli Usa
A distanza di sei ore, Emmanuel Macron e Friedrich Merz confermano di aver iniziato i colloqui sul nucleare. Su come, in quali condizioni (o semplicemente se sia possibile) estendere l’ombrello francese sul continente europeo. Ma il tema non è più un tabù. Il presidente francese, completato il discorso scritto e rispondendo alle domande, ha annunciato che darà «più dettagli» nelle prossime settimane. Si tratta di uno dei risultati più concreti, e più facili da misurare, di Monaco.
Così come si preannuncia importante il discorso che oggi terrà il premier britannico Keir Starmer, che il Corriere ha già letto: la Gran Bretagna, altra potenza nucleare del continente insieme alla Francia, appoggia la dottrina di una maggiore autonomia europea di fronte agli Stati Uniti, in quella che è una vera svolta geopolitica.
È stato soprattutto Macron a far trapelare qualche particolare in più sul nucleare. Ha spiegato che la Francia ha avviato un cosiddetto «dialogo strategico» con alcuni Paesi europei sulle armi atomiche francesi. Si tratta di capire, ha detto il presidente francese, «come possiamo articolare la nostra dottrina nazionale con una cooperazione




