di Viviana Mazza, corrispondente da New York
Oltre a Eni, anche le britanniche BP e Shell e la spagnola Repson sono autorizzate a lavorare nel settore del petrolio e del gas in Venezuela accanto all’americana Chevron
Gli Stati Uniti hanno autorizzato cinque giganti petroliferi, quattro dei quali europei, a riprendere le operazioni in Venezuela su supervisione di Washington. In un documento pubblicato sul sito del dipartimento del Tesoro l’italiana Eni, le britanniche BP e Shell e la spagnola Repsol sono autorizzate a lavorare nel settore del petrolio e del gas nel Paese, accanto all’americana Chevron.
L’eccezione alle sanzioni
La licenza generale numero 50 che «autorizza transazioni relative al settore di operazioni di gas e petrolio in Venezuela per certe entità» nomina le società nello specifico, inclusa l’Eni, creando una eccezione alle sanzioni che erano state imposte dagli Usa nel marzo 2025. Il nuovo meccanismo immagina per tutti i produttori un processo che passa – e bisognerà capire come – per il conto del Tesoro Usa (il Foreign Government Deposit Funds): tutti i soldi devono andare sul conto del Tesoro che oggi è in Qatar.
Il nodo dei debiti
Chevron, che aveva già una licenza speciale,




