di Andrea Rinaldi
Colombani (First Cisl): «Risultati ottenuti grazie anche ai lavoratori, ingiusto che i benefici economici riguardino solo gli azionisti». Aumentano anche i dividendi del 2,7% a 17,2 miliardi
È stato un altro anno da incorniciare per gli istituti di credito italiani che, al netto della nuova tassa sugli extraprofitti e della discesa dei tassi Bce, nel 2025 si sono portati a casa la bellezza di 27,8 miliardi di euro di profitti, una voce in crescita del 10,6%. A calcolarlo è stata la Fondazione Fiba di First Cisl consultando i bilanci delle prime banche italiane: Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Mps e Bper, considerando anche i risultati economici di Mediobanca e Banca Popolare di Sondrio nei periodi ante-integrazione del 2025 e i risultati economici e patrimoniali di questi ultimi due gruppi al 31 dicembre 2024.
Cedole
L’alta soglia di utili si è tradotta, d’altra parte, in un’ampia soddisfazione per i soci: le prime cinque banche prevedono infatti di erogare 17,2 miliardi di dividendi (+2,7%) e 7.050 miliardi in riacquisto azioni. Un flusso in aumento rispetto ai bilanci 2024 quando si erano registrati 14,569 miliardi in cedole e buyback per 7,6 miliardi. La forte distribuzione tuttavia non




