
di Gabriele Buselli
Remo Andreolli, ex segretario dei Ds e assessore al commercio e alla sanità della Provincia di Trento, vive a Castel Condino, paese di 200 anime. Grazie ad una legge provinciale del 2001 anticipò lo stop al fumo nei locali pubblici: «Non fu facile ma gli esercenti erano maturi»
Castel Condino, nelle Giudicarie, è un paesino che conta poco più di duecento abitanti. Ci si arriva da una strada silenziosa, con una montagna che incombe discreta sopra le case. Qui, Remo Andreolli è tornato a vivere dopo una stagione da protagonista della politica trentina. Ex segretario dei Democratici di Sinistra del Trentino, già assessore provinciale al commercio dal 1998 al 2003 e alla sanità dal 2003 al 2008, oggi accoglie turisti in un caseggiato ristrutturato, trasformando la memoria di famiglia in una nuova forma di lavoro e di relazione. È il passaggio da una vita pubblica fatta di decisioni e responsabilità a una quotidianità più raccolta, ma non per questo meno significativa. Un ritorno alle origini che diventa anche una riflessione sul tempo che passa, sul senso del servizio e sul futuro dei piccoli paesi di montagna. Ci accoglie al bar del paese. Siamo in




