
di Giuseppina Manin
I suoi ricordi in vista delle celebrazioni per i 100 anni dalla nascita del premio Nobel e i 10 dalla sua scomparsa
Sono solo numeri. Ma quando sono tondi, ecco scoccare l’anniversario. Arma a doppio taglio, motore di memorie, festeggiamenti, ripensamenti. «Se poi sono due, lo sconquasso emotivo è in agguato» sorride Jacopo Fo, figlio di Dario e Franca Rame, alle prese con i 100 anni della nascita e i 10 della scomparsa del padre. Gran giullare e premio Nobel per la Letteratura nato a Sangiano il 24 marzo 1926, morto a Milano il 13 ottobre 2016. «Date inoppugnabili ma che mi danno un certo turbamento. Perché non mi torna nessuna delle due. Dario centenario fatico a pensarlo, se n’è andato a 90, giovane fino all’ultimo. E ancora più mi spiazzano i 10 dalla morte. Per me è stato ieri».
Moltissimi gli omaggi, in Italia e in mezzo mondo…
«Cent’anni per cento Paesi è il programma messo a punto dalla Fondazione Fo-Rame presieduta da mia figlia Mattea Fo, lei e suo marito Stefano Bertea stanno facendo un gran lavoro. Il 23 marzo Mattea e io saremo a uno speciale su Raitre, il 24, compleanno di




