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di Francesca Basso
Von der Leyen: a marzo la road map. Il pre-vertice convocato da Italia e Germania. Sánchez non ci sta
DALLA NOSTRA INVIATA
BILZEN Ci sono immagini che sono simboli. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron sono arrivati insieme al castello di Alden Biesen e hanno fatto una dichiarazione congiunta prima dell’inizio del «brainstorming» sul rilancio della competitività, come il presidente del Consiglio europeo António Costa ha definito il ritiro dei leader Ue. Non è un caso. Il messaggio è che Parigi e Berlino, pur nella differenza di vedute, continuano ad avere una relazione speciale anche se il motore franco-tedesco, che di solito spinge l’Europa, è al momento inceppato. «Siamo quasi sempre d’accordo», ha detto il cancelliere. «Esiste un accordo franco-tedesco molto forte sull’Unione dei mercati dei capitali», ha sottolineato il presidente francese.
Doveva essere il summit trainato dall’alleanza italo-tedesca. Alla fine è stata una riunione in cui certamente Friedrich Merz e Giorgia Meloni hanno giocato un ruolo, insieme al premier belga Bart De Weever, con la pre riunione di coordinamento sulla competitività che ha riunito venti Paesi, ma pure Emmanuel Macron ha avuto le luci della ribalta, grazie anche a




