Home / Esteri / Generali cinesi e soldati russi

Generali cinesi e soldati russi

image

di Federico Rampini / CorriereTv

La campagna anticorruzione lanciata da Xi Jinping nelle forze armate cinesi sta rivelando meccanismi di promozione degni di una parodia del capitalismo selvaggio. Per scalare i ranghi, un colonnello non si affida al merito, ma a un sistema che ricorda il crowdfunding delle startup americane: diffonde la voce tra i sottoposti, raccoglie “contributi” volontari, accumula un malloppo sufficiente e lo versa al generale superiore per comprarsi la stellette. Una volta promosso, ripaga i favori con elargizioni ai suoi finanziatori. Una ricetta per la carriera fulminea, ma anche per un corrosivo malaffare che infetta l’intero apparato.
Non dissimile il caso russo, alleato di Pechino. Qui il reclutamento per il fronte ucraino offre un premio di assunzione da 50.000 dollari a chi si arruola. Ma il giovane soldato, terrorizzato dall’idea di essere spedito in prima linea, deve girarne gran parte ai superiori per ottenere un posto sicuro nelle retrovie. Corruzione endemica che mina la catena di comando e trasforma le truppe in un business privato.
Da lontano, questi regimi autocratici appaiono mostruosamente efficienti. Da vicino, lo spettacolo è altro: un circo di tangenti che rende le loro forze armate tutto fuorché macchine da guerra impeccabili.

12

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: