
La Russia ha iniziato a oscurare l’app di messaggistica, coinvolti oltre 100 milioni di utenti. Al via le restrizioni anche per Youtube e Telegram. Mosca vuole creare il suo “Great Firewall”.
“Oggi il governo russo ha tentato di bloccare completamente WhatsApp, nel tentativo di indirizzare le persone verso un’app di sorveglianza di proprietà statale”. Comincia così il breve comunicato rilasciato da Meta, l’azienda del miliardario Mark Zuckerberg proprietaria di Whatsapp, in merito al blocco dell’app di messaggistica in Russia.
Le autorità di Mosca, ormai da qualche mese, spingono fortemente per l’implementazione dell’app di messaggistica (ma con anche funzione di e-commerce) Max, sviluppata dall’azienda russa VKontakte in collaborazione con il governo.
L’inizio del blocco di Whatsapp
La notizia del bando di Whatsapp trova conferme dalla sparizione di diversi nomi di dominio associati all’applicazione dal Registro Nazionale russo, il che, tradotto in parole povere, significa che per tali dispositivi all’interno della Russia Whatsapp non funziona più. Rimane comunque valida l’opzione di accedervi utilizzando una rete privata virtuale (VPN).
Meta, in ogni caso, promette di fare tutto il possibile per mantenere gli utenti collegati: “Cercare di isolare oltre 100 milioni di utenti dalla comunicazione privata e sicura è un passo indietro e




