di sara gandolfi
Bentrovati.
Dopo i canadesi, anche gli “amici” russi abbandonano Cuba. L’Agenzia Federale del Trasporto Aereo di Mosca, Rosaviatsia, ha annunciato ieri l’evacuazione di tutti i suoi turisti, circa 4.000, dall’isola caraibica dopo l’ammissione, da parte dell’autorità aeroportuale dell’Avana, che «è finito il carburante per i jet». Secondo quanto riportato dal quotidiano russo Izvestia, citando fonti diplomatiche, la Russia però promette di inviare «presto» petrolio a Cuba, come forma di «aiuto umanitario».
A passeggio per le strade “non turistiche” dell’Avana
Cuba è sempre più sola. E i cubani sono sempre più disperati. «La gente sta morendo di terrore, fame e miseria, senza elettricità né acqua. I bambini si ammalano e non ci sono medicine, non c’è niente, niente, niente», ci ha detto al telefono dall’Avana Rosa María Rodríguez, storica dissidente del Movimiento Cristiano Liberación (la cui intervista completa uscirà presto sul Corriere della Sera). «Quasi tutti i giovani se ne sono andati all’estero. A Cuba sono rimasti i bambini e gli anziani. E le madri, le donne che protestano nelle strade
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