
Il presidente di Federchimica: «Sarà indispensabile la preferenza europea. Dal 2022 la chimica in Europa ha perso quasi il 10% della capacità produttiva»
«Serve un cambio di rotta per tutelare l’industria europea e trasformare le promesse del Clean Industrial Deal in azioni», dice il presidente di Federchimica, Francesco Buzzella, che ieri ha partecipato all’incontro degli imprenditori europei ad Anversa. «Di quello che ci è stato presentato un anno fa è stato realizzato poco, il resto è rimasto su carta. Lo stesso discorso vale per il Rapporto Draghi: solo l’11% delle raccomandazioni è stato implementato. Non possiamo permetterci di perdere altro tempo».
Cosa è cambiato dalla Dichiarazione di Anversa di due anni fa? E cosa avete chiesto ai leader Ue?
«Con la Dichiarazione di Anversa del 2024 chiedevamo di riportare l’industria e la chimica al centro dell’agenda europea. Da allora si è fatta qualche correzione ma non basta. Servono misure di emergenza per ridurre i costi dell’energia e della CO2 che in Europa sono ormai insostenibili. Chiediamo strumenti che ci proteggano dalle pratiche commerciali scorrette e aggressive dei Paesi Terzi, in particolare la Cina. E di promuovere i prodotti europei».
Von der Leyen ha promesso nuove regole per difendere il «made in Europe» sia




