di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
La Presidenza del Consiglio dimezza da due a un giorno a settimana il lavoro agile. Assemblea molto partecipata, sindacati compatti: chiesta la conciliazione al ministero del Lavoro e ritiro dal Cug
Palazzo Chigi riduce lo smart working a un solo giorno alla settimana e i dipendenti rispondono con uno sciopero votato all’unanimità. La decisione è arrivata al termine di un’assemblea molto partecipata al Teatro de’ Servi: tutte le sigle sindacali della Presidenza del Consiglio – Snaprecom, Usb, Cisl Fp, Flp e Sipre – hanno espresso un voto compatto contro quella che definiscono una scelta unilaterale. La data della protesta non è stata ancora fissata, ma il segnale politico è già stato inviato.
Al centro della contestazione c’è il dimezzamento delle giornate di lavoro agile, già avviato in diversi dipartimenti. I sindacati denunciano l’assenza di un confronto preventivo e il venir meno di criteri che finora avevano garantito priorità a genitori con figli minori, lavoratori con disabilità e caregiver. È stato attivato il tentativo obbligatorio di conciliazione al ministero del Lavoro. Nel frattempo le delegazioni sindacali si sono ritirate dal Comitato unico di garanzia, atto che segna un irrigidimento delle relazioni interne.




