di Valentina Iorio
Chi va in pensione oggi prende l’81,5% dell’ultimo stipendio, chi ci andrà nel 2060 prenderà il 64,8%: lo studio di Censis-Confcooperative
Chi va in pensione oggi a 67 anni, dopo 38 anni di carriera continuativa nel settore privato iniziata nel 1982, avrà una pensione pari all’81,5% dell’ultima retribuzione. Mentre chi ha 33 anni ed è entrato nel mercato del lavoro nel 2022, quando andrà in pensione nel 2060, sempre a 67 anni e con una carriera continuativa di 38 anni, avrà una pensione 64,8%. Sono queste le stime che emergono dal Focus Censis-Confcooperative «Pensioni, ipoteca sul futuro?».
I giovani avranno pensioni più basse
Questo significa che a parità di anni lavorati e di contributi versati, la generazione più giovane avrà una pensione più bassa, con una distanza tra ultima retribuzione e prima pensione che quasi raddoppia, passando dal 18,5% al 35,2% rispetto ai pensionati di oggi.
«Una vera ipoteca sul futuro che si somma ai salari tra i più bassi d’Europa, a una crescente diffusione della povertà lavorativa e a una forte riduzione di lavoratori, ben 7,7 milioni in meno, entro il 2050. È il frutto di dinamiche incrociate degli ultimi 30 anni», commenta Maurizio




