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L’«effetto Vannacci» nel centrodestra: i primi veleni tra deputati, le mosse dei «futuristi» (che già agitano il Transatlantico)

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di Fabrizio Roncone

Mulè (FI): «Non possono stare con noi». Tajani: «La Lega avrà sempre l’ultima parola su questa questione»

Si capisce subito che la giornata, a Montecitorio, sarà ad alto potenziale drammaturgico. Un cenno con la mano, un occhietto al giovane cronista appostato in cima alle scalette di via della Missione. Che fai? Giura d’aver avuto una soffiata. Fonte sicura. Strasicura. Il generale arriverà da qui.
Bisogna avere tatto. E dirglielo con dolcezza che il generale non viene, non verrà, e che adesso, però, è meglio entrare.

Poi il cellulare vibra nella tasca. Whatsapp. Roba forte. «Vannacci ha ordinato ai suoi tre deputati di restare accanto a Giorgia Meloni». Per capirci: i fan della X Mas si schierano con il governo. E votano, convinti e compatti, la fiducia.

Senza cincischiare: questi fanno sul serio. Alzate il volume: è partita la rumba nel centrodestra.

Domanda: ma sull’invio delle armi a Kiev? Chiaro: i camerati di Futuro nazionale diranno d’essere contrari. Sarebbe bizzarro, del resto, che un manipolo di putiniani approvasse l’invio di cannoni agli ucraini.

C’è racconto, c’è politica. Attraversare la sala stampa e andare a buttare uno sguardo in Transatlantico, solita Disneyland distopica: con pochi

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