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Francesca Albanese, militante (sempre più) pro-Pal: così la Relatrice speciale Onu è riuscita nell’impresa di unire la Francia e l’America

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di Antonio Polito

La parabola dell’osservatrice. Parigi chiede le sue dimissioni: è la chiusura del cerchio di una parabola che la stessa Albanese ha deliberatamente alimentato. Oggi sembra più una candidata al prossimo Parlamento italiano che una donna di pace

La decisione di Parigi, sollecitata da un gruppo di deputati del partito del presidente e annunciata dal ministro degli Esteri, è la chiusura del cerchio di una parabola che la stessa Albanese ha deliberatamente alimentato. Da Relatrice speciale dell’Onu per i Territori palestinesi, cioè da osservatrice che si presume imparziale degli eventi, si è ormai trasformata in protagonista degli eventi, militante e partigiana di una delle due parti in conflitto: quella di Hamas. Con generose concessioni a un insaziabile narcisismo, che la spinge di continuo a perdere la sobrietà e l’autocontrollo richiesti a chi è chiamato a svolgere un incarico così delicato a nome non di una causa, per quanto nobile possa essere, ma delle Nazioni Unite.

Albanese è accusata dal governo francese di aver definito Israele «nemico comune dell’umanità», partecipando a un evento che vedeva tra gli ospiti anche il capo di Hamas all’estero e il ministro degli Esteri iraniano, due noti campioni della difesa dei

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