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CasaPound, cronisti fermati e identificati dalla polizia davanti alla sede (occupata). Boccia (Pd): «Questo governo li protegge»

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di Redazione Roma

Gli agenti sono arrivati in via Napoleone III e hanno chiesto i documenti alla troupe di Cartabianca. E scoppia la polemica, il senatore Pd: «Altro che sicurezza: qui siamo davanti a un doppio standard inaccettabile per una democrazia europea»

«Da mesi chiediamo con atti parlamentari lo sgombero dei locali occupati da CasaPound. Nessuna risposta. Nessun intervento. Solo silenzio. La destra parla ogni giorno di sicurezza, ma quando si tratta di chiudere un’organizzazione neofascista non muove un dito. E oggi si supera ogni limite: mentre CasaPund resta indisturbata, vengono fermati e allontanati giornalisti che stavano semplicemente facendo il loro lavoro. Non è inerzia. È una scelta politica. Questo governo non chiude CasaPound, lo protegge. E oggi ostacola chi prova a raccontarlo. Altro che sicurezza: qui siamo davanti a un doppio standard inaccettabile per una democrazia europea». È il duro commento del presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia, su quanto mostrato in tv dalla trasmissione «È sempre Cartabianca».

Un cronista del canale Mediaset ha chiesto un’intervista a Luca Marsella per parlare dell’occupazione della sede all’Esquilino ma il giorno dell’appuntamento, il portavoce del movimento neofascista, non si è presentato. Per tutta risposta la troupe, dopo qualche ora ferma in

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